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Residenziale ISCRA 2026

  • Immagine del redattore: ISCRA
    ISCRA
  • 5 ore fa
  • Tempo di lettura: 2 min

Il sogno non è un tema tradizionalmente centrale nell’approccio sistemico-relazionale.

O almeno, così pensavamo.


Ma da sempre ISCRA ama esplorare i confini teorici, aprirsi alle contaminazioni e mettere in dialogo prospettive diverse. Per questo abbiamo scelto proprio il sogno come filo conduttore del Residenziale ISCRA 2026: il momento dell’anno in cui allievi, docenti, didatti e ospiti si ritrovano per condividere formazione, esperienze e ricerca.


Quest'anno ci siamo trovati a Castel San Pietro Terme (BO) il 23 e 24 Maggio. Ad aprire il programma sono stati i direttori di ISCRA. Il Dott. Mauro Mariotti ha introdotto il modello DAN — Digitale, Analogico e Narrativo — insieme alle cinque carte DAN che avrebbero poi fatto da incipit e stimolo creativo per gli interventi dei docenti durante il residenziale. Successivamente, il Dott. Fabio Bassoli ha aperto una riflessione sul rapporto tra sogno e spiritualità, menzionando anche il pensiero di Carlos Castaneda.



Il Dott. Massimo Mengozzi ha poi mostrato come il sogno abbia attraversato anche il pensiero sistemico, a partire dalle riflessioni di Gregory Bateson sul simbolo, sull’analogico e sui processi di costruzione della realtà. Successivamente, la Dott.ssa Nicoletta Modena ha ampliato il dialogo attraverso una prospettiva psicodinamica, mentre il Dott. Denis Ceccarelli ha emozionato i presenti affrontando il tema del sogno attraverso il rito e il mito, coinvolgendo attivamente anche gli allievi della sede di Cesena.


Nel pomeriggio il clima si è fatto sempre più “onirico”: tutti i nostri didatti si sono messi in gioco attraverso simulazioni, dialoghi, monologhi ed esperienze immersive, attraversando temi come l’incubo, il sogno come morte, il ruolo trasformativo del sogno e perfino il viaggio sciamanico.



A chiudere la giornata, gli interventi internazionali via Zoom di Carlos Sluzki dagli Stati Uniti e Daisy Amorin Woods dall’Australia, che hanno ampliato non solo lo spettro geografico, ma anche quello teorico e culturale del rapporto tra sogno e approccio sistemico-relazionale.


Il resto del tempo è stato dedicato al lavoro degli allievi che, nella cornice dei Colli Bolognesi, hanno lavorato in gruppi proprio a partire dalle carte DAN che avevano ispirato gli interventi dei didatti.



Come ogni anno, il momento più intenso è arrivato il giorno successivo con le restituzioni dei gruppi: uno spazio autentico, creativo ed emotivo in cui gli insegnamenti appresi all’interno della scuola si sono trasformati in riflessione condivisa. Poco prima, il Dott. Carmine Saccu della Scuola Romana aveva provocato e coinvolto due allieve con una simulazione dal vivo, aprendo nuove domande sul rapporto tra sogno, relazione e costruzione della realtà.



Il residenziale si è concluso con gli interventi finali dei docenti e con la tradizionale foto di gruppo.


Durante il weekend sono emersi molti sogni: sogni personali, simbolici, narrativi e letterari. Condividerli ha significato esporre parti profonde di sé, ma anche trasformarle attraverso la relazione, l’ascolto e il lavoro comune.


ISCRA continua a crescere, senza perdere la magia di questo incontro. E quest’anno, forse più che mai, ci siamo concessi il lusso raro di sognare insieme.



 
 
 

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