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Report del convegno Voci Sistemiche per la Pace

  • Immagine del redattore: ISCRA
    ISCRA
  • 1 giorno fa
  • Tempo di lettura: 3 min

Due giorni a Modena per immaginare nuovi modi di stare nel mondo


Il 21 e 22 marzo, tra Palazzo Europa e il Centro Danza La Fenice, Modena ha ospitato “Voci Sistemiche per la Pace”, un incontro internazionale promosso da ISCRA – Istituto di Psicoterapia Sistemica e Relazionale. Due giornate intense, partecipate, attraversate da lingue diverse, esperienze lontane e una stessa domanda di fondo:come possiamo pensare – e costruire – la pace oggi, in un mondo segnato dai conflitti?


Al centro, il Manifesto Sistemico per la Pace, nato anche grazie all’impulso di ISCRA e già condiviso da oltre 800 professionisti nel mondo. Non come documento teorico, ma come pratica viva, capace di generare connessioni, dialogo e azione.


Voci Sistemiche per la Pace
Voci Sistemiche per la Pace


Sabato: oltre le dicotomie, verso nuove possibilità


La prima giornata ha aperto uno spazio di riflessione profonda e, allo stesso tempo, estremamente concreta. Nel primo intervento, Phyl Kearney ha proposto una lettura ecosistemica della crisi contemporanea, sottolineando come la distruzione della biosfera coincida con una crisi esistenziale dell’umanità. La pace, in questa prospettiva, non è uno stato da raggiungere, ma un processo collettivo e trasformativo, che richiede una revisione profonda dei nostri modelli di pensiero e delle strutture decisionali.


Gli interventi successivi di Peter Stratton e Cinthe Lemmens, insieme ai giochi attivanti proposti da Umberta Telfener, hanno portato al centro i grandi temi del nostro tempo: le ferite dei conflitti, le crisi ambientali, il senso di smarrimento collettivo. Ma soprattutto hanno mostrato qualcosa di diverso: la possibilità di leggere queste crisi non solo come fratture, ma come occasioni di trasformazione.



Alcuni degli interventi
Alcuni degli interventi

Accanto a loro, il dialogo si è ampliato grazie agli interventi di Lia Mastropaolo, Laura Rocchietta Tofani, Rita Costanza Sabatini, Valeria Pomini e Iva Ursini, che hanno approfondito il ruolo del pensiero sistemico come strumento per promuovere pace, integrazione e cambiamento sociale.



Reazioni del pubblico
Reazioni del pubblico

Il pensiero sistemico invita a superare le narrazioni binarie – bene e male, vittima e colpevole – per aprire a una comprensione più complessa delle relazioni e dei contesti. È proprio in questo spazio che può emergere la possibilità di costruire alternative.


I direttori di ISCRA
I direttori di ISCRA


La giornata di sabato si è conclusa con un momento particolarmente significativo presso il Comune di Modena, dove l’iniziativa ha ricevuto un riconoscimento istituzionale. Un passaggio simbolico, ma importante: il dialogo tra il pensiero sistemico e le istituzioni, tra riflessione e responsabilità pubblica. In un contesto segnato da conflitti globali, il fatto che un’amministrazione locale scelga di sostenere e dare spazio a queste iniziative rappresenta un segnale concreto di apertura verso nuovi modi di leggere e affrontare la complessità del presente.


Questo momento ha rafforzato ulteriormente il senso del lavoro promosso da ISCRA: non solo creare spazi di confronto tra professionisti, ma contribuire a costruire ponti tra ricerca, pratica e società.


Coinvolgimento del pubblico attraverso giochi ed esercizi
Coinvolgimento del pubblico attraverso giochi ed esercizi



Domenica: la pratica della relazione


La seconda giornata ha portato il pensiero sistemico dentro le pratiche concrete. Ad aprire i lavori, Paolo Belluzzi e Serena Mignano hanno presentato il progetto UISP Città Meticce, con cui ISCRA collabora attivamente. Un’iniziativa che lavora con adolescenti tra gli 11 e i 17 anni in situazioni di fragilità, utilizzando linguaggi accessibili e condivisi – dallo sport alla musica, dalla danza urbana al cinema – per costruire inclusione, relazioni e senso di appartenenza.


Presentazione del progetto Città Meticce
Presentazione del progetto Città Meticce

A seguire, Federica Loredan ha coinvolto alcuni dei ragazzi del progetto, insieme agli speaker e al pubblico, in un laboratorio esperienziale che ha unito corpo, voce e ritmo. Non solo racconto, quindi, ma esperienza diretta:uno spazio in cui differenze di età, ruolo e provenienza si sono incontrate in modo autentico.


La giornata è proseguita con gli interventi di Rita Latella, Charlie Azzopardi e Cigdem Alper, che hanno condiviso esperienze provenienti da Pescara, Malta e Turchia, offrendo uno sguardo internazionale sulle applicazioni del pensiero sistemico in contesti sociali e culturali diversi.


Ne è emersa un’immagine chiara: approcci basati sulla relazione, sull’ascolto e sulla valorizzazione delle differenze non sono solo teorie, ma strumenti concreti per affrontare situazioni di fragilità e generare cambiamento, a livello locale e globale.



Il ruolo di ISCRA: creare connessioni, generare possibilità


“Voci Sistemiche per la Pace” non è stato solo un convegno, ma un punto di partenza.

Attraverso la promozione del Manifesto e la costruzione di una rete internazionale di professionisti, ISCRA si conferma come uno spazio attivo di connessione tra ricerca, pratica clinica e impegno sociale.


L’obiettivo non è semplicemente riflettere sulla pace, ma contribuire a costruirla,a partire da ciò che il pensiero sistemico insegna da sempre: che le relazioni contano, che i contesti trasformano, e che un altro modo di stare nel mondo è possibile.


Il dream team del convegno
Il dream team del convegno

 
 
 

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